Canzoni e Musica per spiriti liberi

La Mission

Ars Populi è una band originale e innovativa. E’ stata definita “Guardaroba di sperimentazioni musicali”.
Una musica densa, con suoni tradizionali ed elettronici, ritmi latino-americani che catturano il corpo e lo fanno ballare.

Tratta nelle sue canzoni temi sociali come:
l’emigrazione, la solitudine, le ipocrisie e le contraddizioni nuove e vecchie, i grandi cambiamenti del nostro tempo.

Vogliamo che la musica riprenda la sua originaria dimensione sociale: muovere gli affetti, insegnarci chi siamo, divertirci.

Gli Album di Ars Populi

La Storia

Il progetto Ars Populi nasce nel 2010 per volontà di Giovanni La Grotteria (chitarrista, concertista classico, vincitore del concorso internazionale città di Savona e oggi nel progetto “Ars Populi” anche cantante, laureato in filosofia della musica) dopo un viaggio nelle regioni del sud Italia in cui assiste, in una piccola cittadina della Puglia, ad un festival molto noto (La notte della Taranta).

In quel luogo meraviglioso, Giovanni vede 100.000 persone tra cui bambini, giovani ed anziani, che ballano insieme senza nessun episodio di volgarità e viene totalmente rapito dalla forza della musica popolare.

Le sue radici calabresi si impongono in un progetto di ricerca che unisce gli studi musicali classici accademici, alla musica folk, ed a tutto ciò che la sua biografia musicale ha scavato e conservato nell’archivio della memoria (Jazz, pop e rock progressive).

Dopo l’incontro con i due co-fondatori della band, nasce il progetto “Ars Populi”, letteralmente “Arte dei popoli”.

Il primo con il quale Giovanni inizia a collaborare è Gabriele Mina: antropologo savonese (attivo con numerose pubblicazioni. Gabriele ha pubblicato per Eleutera il suo lavoro “Costruttori di Babele”, un viaggio tra i costruttori dell’immaginario, autore di diverse pubblicazioni sul “tarantismo”) che ha curato i video che fanno da racconto per immagini durante i concerti.

L’altro è Guido Bottaro: pianista virtuoso Classico/Jazz genovese (centinaia di concerti in diverse città in Europa, ha collaborato con Antonella Ruggero e con Hyperion).

Giovanni e Guido, già amici da molti anni, condividevano oltre ad una passione per il cibo ed i vini, molte piacevoli discussioni sull’arte musicale.

Basta un ascolto di una registrazione fatta amatorialmente da Giovanni per convincere sia Guido sia Gabriele della bontà e della piacevolezza del progetto.

La forza di quelle danze e la magia del dialetto calabrese supera le naturali diffidenze di musicisti legati al mondo accademico e proiettati, forse dal vino, in una dimensione davvero inconsueta. L’apporto ritmico percussivo, fondamentale per il progetto, viene assicurato inizialmente da Roberto Logli (pianista concertista con una straordinaria passione per la batteria coltivata da giovanissimo e riscoperta per l’occasione) sostituito poi dal batterista genovese Pino Di Stadio incontrato nel conosciuto “Studio Maia” di Genova e proveniente da esperienze Jazz, Bossanova, Pop in una lunga militanza professionale negli studi di Milano a contatto con gli artisti più importanti del panorama nazionale (come Mia Martini).

Dopo un anno di lavoro estenuante, esce il primo disco “Guviernu puorcu latru camurrista (e l’amuri)”, inciso praticamente in presa diretta nello studio Maia di Genova, senza operazioni di editing o effetti.

Poi, i concerti in tutta Italia, partecipazioni a festival (Festival Saint Vincent, Musicultura Recanati, Folk Festival Lucca) trasmissioni televisive e radiofoniche prima in piccole emittenti locali, poi anche alla Rai , recensioni e articoli di giornali.

L’affetto e l’interesse da cui è circondato il progetto Ars populi sia da parte dei musicisti, sia dai critici, e soprattutto dal pubblico, e la bellezza dei rapporti tra Giovanni, Gabriele, Guido e Pino è tale che l’esperienza si concretizza in un secondo disco dal titolo ”Prima che tutto crolli”  in cui i protagonisti delle canzoni sono personaggi realmente esistiti ed alcuni incontrati, che hanno dedicato tutta la vita alla costruzione di una opera straordinaria (una nave di trenta metri perfettamente funzionante in un giardino, un presepe gigantesco con materiale riciclato grande due colline, una casa che si alza e gira su se stessa per inseguire la luce del sole, ma considerati “matti” da parenti, vicini di casa e politici locali. Nel 2013 alla band si unisce Stefano Bembi, fisarmonicista, pianista e organista che lavora stabilmente anche con l’attore comico Paolo Rossi (“Il signor Rossi contro l’Impero del Male”), Piera Degli Esposti, Roberto Herlitzka, ma non solo. Insieme al chitarrista Emanuele Dell’Aquila, è fondatore del gruppo “I Virtuosi del Carso”.

Nel settembre 2013 Ars Populi viene invitato dalla fondazione “Fabrizio De Andrè a suonare al festival De Andrè di Arenzano ed alla Fortezza del Priamar di Savona in occasione della celebrazione del grande cantautore scomparso.

Per l’occasione la band arrangia i pezzi per orchestra di fiati (diretti dal maestro Luigi Tedone, primo fagotto dell’orchestra Carlo Felice di Genova), e si esibisce con una formazione di 32 elementi in due concerti davanti a migliaia di persone.

 Nel 2014 il progetto “A Strata E Casa – Viaggio/Documentario alla ricerca del dialetto perduto, tra migrazione, concerti e poesia che ritorna a casa, nella Calabria della nostra intimità”.

 Nel 2015 esce un album dal vivo “A strata e casa” seguito da una tourneè di circa trenta date nel Sud Italia, proseguita poi nel 2016.

Dal Settembre 2017, gli Ars Populi cominicano la loro collaborazione con il produttore artistico Verdiano Vera.

Entra nella formazione il bassista Antonello Palmas Cotogno che viene da una pluriennale esperienza jazz e blues in moltissime formazioni.

Nel 2018 il nuovo album, totalmente in italiano, per l’etichetta Hive Records.
“Cervelli in fuga” che esplora vizi e virtù dell’Italia che parte in cerca del proprio destino.

“Cervelli in fuga”  Nel 2020 l’album “Canzoni per l’Italia che forse ce la fa” che vede l’ingresso in Ars Populi del tastierista Marco Lace che contribuisce a dare una diversa colorazione timbrico-ritmica ai brani del cd come nei concerti.

Con Marco Lace il gruppo diventa Ars Populi Social Club e si apre alle esperienze dei ritmi caraibici e della latino America.

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